Ogni giocatore è diverso.
Non esiste una formula unica per raggiungere l’alto rendimento.
Il mio lavoro parte dall’identificazione delle esigenze specifiche, dei limiti e delle opportunità di ogni giocatore, per poi integrare gli aspetti tecnici, tattici, fisici, biomeccanici, visivi e mentali all’interno di un percorso di performance individuale.
Questi case study mostrano come questo approccio sia stato applicato con giocatori professionisti in diverse fasi della loro carriera.
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ALBERT RAMOS-VIÑOLAS
Dalla Top 20 ATP al n. 98 — e ritorno ai massimi livelli
Punto di partenza
Nel 2019 Albert Ramos-Viñolas mi ha contattato dopo essere sceso al n. 98 della classifica ATP, in seguito a un periodo nel quale era stato stabilmente tra i Top 20.
Il suo obiettivo era recuperare il livello di performance che in precedenza lo aveva portato ai massimi livelli del tennis professionistico.
Analisi e valutazione
Ho analizzato le sue partite del periodo in cui era tra i Top 20 ATP e realizzato un’approfondita analisi video del suo movimento e della sua tecnica.
L’analisi ha evidenziato importanti cambiamenti biomeccanici rispetto al modello di alta prestazione che aveva caratterizzato il suo periodo migliore.
Questi cambiamenti erano evidenti in diversi colpi, ma soprattutto nel footwork e negli schemi di movimento.
L’obiettivo era chiaro: ricostruire le basi del suo precedente livello di performance e puntare a un ritorno nella Top 40–50 ATP, o oltre.
Intervento
Il lavoro si è concentrato sul ripristino degli schemi di coordinazione motoria che erano progressivamente cambiati, sostituendoli con pattern di movimento capaci di recuperare le qualità del suo tennis precedente.
Abbiamo lavorato sul recupero di:
Ho utilizzato pedane propriocettive, allenamento visivo e metronomo, combinando diversi stimoli basati su dissociazione motoria, discriminazione visiva e ritmo.
La progressione è partita dal miglioramento dell’equilibrio statico, per arrivare progressivamente all’equilibrio dinamico e aumentare la complessità del movimento.
Il lavoro è arrivato fino alla capacità di eseguire azioni tennistiche in situazioni altamente instabili e acrobatiche, compreso il colpire la palla in volo o mentre si perdeva l’equilibrio.
Risultato
L’obiettivo non era semplicemente modificare un movimento tecnico.
Era recuperare la coordinazione, il ritmo, l’equilibrio e la fluidità che avevano caratterizzato il suo precedente livello di alta prestazione e trasferire nuovamente queste qualità nel tennis competitivo.
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LORENZO GIUSTINO
Dal n. 276 al n. 127 ATP — Ampliare le possibilità del giocatore
Punto di partenza
Lorenzo Giustino proveniva dalla scuola spagnola di tennis di Luis e Sergi Bruguera, che avevano svolto un eccellente lavoro nello sviluppo della sua continuità e delle sue qualità competitive.
Era un combattente, estremamente resistente e difficile da battere.
Tuttavia, il suo gioco era diventato eccessivamente difensivo.
Il suo footwork, la distribuzione del peso e gli schemi di movimento sembravano essere orientati principalmente alla difesa, piuttosto che a sostenere uno stile di gioco più aggressivo.
L’obiettivo, quindi, non era sostituire ciò che era stato costruito, ma aggiungere nuove possibilità al suo gioco.
La sfida
La domanda principale era:
Come mantenere la sua continuità permettendogli allo stesso tempo di esprimere maggiormente il suo potenziale offensivo?
Il primo passo è stato aiutarlo a diventare più consapevole delle armi che aveva realmente a disposizione.
Invece di limitarsi a difendere e aspettare l’errore dell’avversario, abbiamo lavorato sulla costruzione del punto: costruire lo scambio, creare la situazione favorevole e successivamente prendere il controllo del punto, in particolare attraverso il diritto.
Intervento
Una parte importante del lavoro è stata dedicata alla tecnica del footwork e del movimento.
L’obiettivo era rendere il suo movimento più efficiente e adattabile, creando le condizioni fisiche e tecniche per avanzare e giocare in modo più aggressivo senza perdere la continuità che rappresentava già uno dei suoi maggiori punti di forza.
Abbiamo lavorato approfonditamente su:
Lorenzo era un giocatore estremamente intelligente e sensibile, capace di adattarsi rapidamente alle diverse condizioni.
Questa sensibilità rappresentava anche un elemento importante del lavoro.
Abbiamo lavorato per renderlo maggiormente consapevole di ciò che accadeva quando un colpo non era efficace e, allo stesso modo, di ciò che accadeva quando produceva un colpo vincente.
Aveva inoltre una grande facilità nel cambiare impugnatura. Questo ci permetteva di utilizzare indicazioni tecniche quotidiane per rafforzare le sensazioni specifiche necessarie in relazione ai diversi tornei e alle differenti condizioni di gioco.
Performance e stile di vita
Il lavoro non si è limitato al campo da tennis.
Abbiamo effettuato anche un’analisi approfondita della componente fisica e della performance, con l’obiettivo di identificare le cause dei cali di rendimento e comprendere come ridurli.
Questo ha incluso l’integrazione del sonno, del recupero e dell’organizzazione dello stile di vita fuori dal campo all’interno del processo complessivo di performance.
L’obiettivo era rendere più costanti le sue risorse fisiche e assicurarsi che il lavoro svolto in campo potesse essere mantenuto durante la competizione.
Risultato
ATP n. 276 → n. 127
Il risultato non è stato semplicemente un miglioramento della classifica.
È stato lo sviluppo di un giocatore capace di mantenere la continuità e le qualità combattive costruite attraverso la scuola spagnola, aggiungendo al proprio gioco maggiori possibilità offensive.
L’obiettivo non era cambiare l’identità di Lorenzo come giocatore.
Era ampliarla.
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KRISTJAN TAMM
Dall’infortunio e dal n. 1400 ATP al n. 640 in meno di un anno
Punto di partenza
Kristjan ha iniziato a lavorare con me dopo un intervento chirurgico per la rottura di un legamento della caviglia.
Come conseguenza dell’infortunio, la sua classifica ATP era scesa da circa n. 630 a n. 1400.
L’infortunio non aveva compromesso solamente la caviglia.
Aveva perso una parte significativa della sua esplosività, modificando gli schemi di partenza e la meccanica del primo passo.
I primi mesi di lavoro sono stati quindi dedicati alla completa ricostruzione della funzionalità della caviglia e al recupero delle qualità di movimento necessarie per il tennis di alto livello.
Durante la valutazione ho inoltre individuato un’importante area di miglioramento nella sua performance visiva.
Riabilitazione e valutazione della performance
La fase iniziale ha combinato la riabilitazione della caviglia con la rieducazione del movimento e l’allenamento visivo.
L’obiettivo era recuperare:
Solo dopo aver affrontato queste carenze fondamentali siamo progressivamente passati al lavoro completo di performance.
Costruire un gioco più completo
Una volta raggiunta la condizione fisica necessaria, il primo grande obiettivo tennistico è stato sviluppare una maggiore continuità.
Il suo gioco era estremamente aggressivo e fortemente basato sul servizio.
Aveva la capacità di esprimere un tennis di altissimo livello, ma doveva diventare più continuo e meno dipendente da un’unica arma dominante.
L’obiettivo non era eliminare la sua aggressività.
Era renderla sostenibile.
Abbiamo lavorato per costruire un gioco più completo, mantenendo allo stesso tempo le caratteristiche che rendevano il suo tennis particolarmente pericoloso.
Performance mentale
Una parte importante del lavoro ha riguardato anche l’aspetto mentale.
Kristjan doveva diventare più consapevole sia dei propri punti di forza sia delle proprie debolezze, in modo da gestire meglio le proprie aspettative.
Uno degli obiettivi era evitare che una pressione eccessiva e richieste irrealistiche verso se stesso consumassero energia nervosa non necessaria.
Comprendere ciò che poteva realisticamente pretendere dal proprio gioco gli ha permesso di competere con maggiore chiarezza ed efficienza.
La svolta — Doha
Meno di dieci mesi dopo l’inizio del percorso, Kristjan ha disputato a Doha il miglior torneo della sua carriera.
Ha raggiunto la finale battendo Marius Copil, ex Top 50 ATP, per poi affrontare in finale Bernard Tomic, ex Top 20 ATP.
Ha vinto entrambe le partite senza perdere un set e ha completato l’intero torneo senza concedere un set agli avversari.
Il torneo ha rappresentato una svolta importante, non solo per il risultato, ma soprattutto per il livello di tennis che è riuscito a esprimere.
Risultato
ATP n. 1400 → n. 640 in meno di un anno
Nel percorso ha inoltre raggiunto quarti, semifinali e finali in diversi tornei Futures da $15K, prima di realizzare a Doha la sua prestazione di svolta.
La progressione è stata costruita dalle fondamenta:
Infortunio → Riabilitazione → Movimento → Visione → Continuità → Consapevolezza mentale → Performance
Questo caso rappresenta bene il motivo per cui considero l’alta performance non separabile in aree isolate.
Il giocatore deve essere considerato come un sistema.
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MARCO CECCHINATO
Tornare alla competizione dopo un infortunio
Punto di partenza
Ho iniziato a lavorare con Marco Cecchinato con un obiettivo principale: riportarlo nelle condizioni di poter competere nuovamente ad alto livello.
Marco arrivava da un importante infortunio al gomito che lo aveva tenuto lontano dalle competizioni.
La fase iniziale è stata quindi dedicata al recupero della condizione fisica e alla preparazione del gomito a sostenere le specifiche richieste del tennis professionistico.
Attraverso i più recenti approcci scientifici alla riabilitazione e un processo di allenamento altamente specifico, in un mese siamo riusciti a riportarlo in condizione di competere.
Il ritorno
Tornare dopo mesi lontano dalle competizioni rappresentava naturalmente una sfida.
Le richieste fisiche erano solamente una parte del problema.
Rientrare in competizione significa anche ricostruire il timing, la fiducia, il ritmo partita e la capacità di tollerare l’intensità delle competizioni professionistiche.
La determinazione e il carattere competitivo di Marco sono stati fondamentali.
È rientrato in competizione raggiungendo semifinali e quarti di finale in Rwanda, creando la base dalla quale ha potuto riprendere il proprio percorso e migliorare progressivamente la classifica nei mesi successivi.
Un approccio al coaching differente
Dal punto di vista tecnico e tattico, Marco è un giocatore estremamente completo e talentuoso.
Assimila molto rapidamente le nuove informazioni.
Dal punto di vista tecnico, spesso un piccolo aggiustamento è sufficiente per recuperare la coordinazione e la qualità di un movimento.
Dal punto di vista tattico, possiede un’eccellente capacità di leggere la partita e l’avversario, adattando il proprio gioco in funzione di ciò che accade in campo.
Questo significa che l’approccio dell’allenatore non può basarsi semplicemente su un insieme fisso di principi tecnici o tattici.
Con un giocatore di questo livello, il coach deve capire quando intervenire, quanto intervenire e come comunicare l’intervento.
La relazione Coach–Giocatore
Con Marco, la comunicazione è particolarmente importante.
In alcuni momenti l’approccio corretto consiste nel non aggiungere pressione quando il giocatore è già fortemente attivato e pretende molto da se stesso.
In altri momenti ha bisogno di percepire la presenza, il sostegno e lo stimolo dell’allenatore.
L’equilibrio è estremamente sottile.
Non esiste una formula di comunicazione universale che funzioni con ogni giocatore.
Con giocatori altamente evoluti, il coaching diventa sempre più personalizzato: comprendere l’individuo, riconoscere il momento e fornire il messaggio giusto nel momento giusto.
Risultato
Ritorno alla competizione ad alto livello
In 3 mesi Marco è riuscito a tornare in una condizione che gli permetteva di competere.
Successivamente ha raggiunto semifinali e quarti di finale in Rwanda, proseguendo poi il proprio percorso di crescita in classifica nei mesi successivi.
Per me, questo caso rappresenta un principio fondamentale dell’alta performance:
Più il giocatore è evoluto, più il processo di coaching deve diventare personalizzato.
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OLTRE I RISULTATI
La classifica è solo uno dei modi attraverso cui misurare il progresso.
L’alta performance nasce dall’interazione di molteplici sistemi:
tecnica, tattica, movimento, capacità fisiche, abilità visive, capacità decisionali, regolazione emotiva e recupero.
L’obiettivo non è semplicemente migliorare un singolo componente.
È fare in modo che l’intero sistema funzioni meglio.
Gianluca Carbone
Integrated Tennis Performance Coach